-RIFORMA POPOLARI - OPINIONI -

 

Banche Popolari: la riforma va contro la natura stessa del risparmio e il principio di proprietà privata

Due economisti di primo piano, Giulio Sapelli e Marco VItale, annunciano, indipendentemente l'uno dall'altro, la determinazione di fare ricorso alla Corte Costituzionale
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Giulio Sapelli
Acque agitate sulla riforma delle Popolari imposta dal governo per decreto. Due economisti di primo piano, Giulio Sapelli e Marco Vitale, hanno entrambi preannunciato - indipendentemente l'uno dall'altro - la determinazione di fare ricorso alla Corte Costituzionale. Queste intenzioni seguono quelle gia' annunciate dai movimenti dei consumatori Adoc, Adusbef e Federconsumatori e, soprattutto, il ricorso depositato dalla Regione Lombardia.
 
«Un'iniziativa che capisco e condivido perchè  la Lombardia, pur non essendo Regione a Statuto speciale ha tra i propri fini istituzionali la cura della buona economia regionale», spiega Sapelli, docente di Storia economica alla Statale di Milano.
 
Quanto a Marco Vitale, economista d'impresa, in un discorso pubblico il 10 aprile scorso a Caltanissetta si era gia' schierato per un ricorso da parte dei soci delle popolari «spogliati per legge di prerogative giuridiche essenziali. Io, come minuscolo azionista, lo farò». «Pur con tutti i loro limiti», osserva Sapelli, «le banche popolari hanno mantenuto gli investimenti sul territorio. Con questa riforma, invece, si rischia di dare a mani straniere il controllo di una fetta importante del risparmio degli italiani».
 
Secondo l'analisi di Sapelli, che si e' schierato apertamente contro la riforma al suo primo profilarsi, «ci sono due profili di in costituzionalita', per non parlare del ricorso al voto di fiducia. Il primo, e' la difesa del risparmio, che in questo modo viene esposto all'alea della variabilità e della volatilità dei mercati mondiali, mentre dovremmo tenerlo al riparo delle incognite peggiori, per la sua natura. Ma si mette in discussione anche il principio della proprieta' privata. Se dei miei soldi voglio fare un uso cooperativo, la legge non puo' pretendere non solo di impedirmelo ma anche di costringermi a cambiarne destinazione. Non c'e' solo un vulnus alla cooperazione ma anche alla proprieta' privata».
 
A chi chiede le ragioni di una riforma inattesa e imposta con i caratteri dell'urgenza attraverso il voto di fiducia, Sapelli risponde escludendo che sia stata una mossa ispirata dalla Bce: «Mi risulta al contrario che questa controriforma, perchè di una controriforma si tratta ha scatenato le ire della Bce, mi risulta una lettera di Draghi alla Banca d'Italia in cui lamenta di non essere stato avvisato. Ma c'e' anche da considerare il disappunto di Merkel e Hollande, la cui economia e' imperniata sulle banche cooperative territoriali, come pure quella spagnola, con le Caixe, o quelle scandinave».
 
La spiegazione che si dà Sapelli  è quindi diversa: «Non credo che sia una riforma dettata dagli Stati Uniti, se è vero che Obama ha appena inserito nel comitato Fed un esponente delle union-banks. Piuttosto, risponde a logiche locali, forse legate all'intervento che in prospettiva si rende necessario nel Monte dei Paschi di Siena. Ma tanto piu' mi spiace che il governo abbia coinvolto il risparmio nella polemica politica. Solo la Consulta puo' riparare a questo torto gravissimo».